C’ERANO una volta quattro coniglini, che si chiamavano---Saltino, Saltarello, Fiocchetto e Pierino. Essi abitavano con la madre in un terreno sabbioso, scavato sotto le radici di un grosso abete.
PIERINO, morto di paura, scappa in giro nel giardino, si smarrisce e non riesce a trovare la via di uscita. Perde una scarpetta tra i cavoli e l’altra tra le patate.
UN coniglio corre meglio a piedi nudi e va certo più veloce. Sfortunatamente capita in un arbusto coperto da una rete e vi resta preso dai grossi bottoni della sua giacchetta. Che imprudenza andar nel giardino coi bottoni grossi! Era una giacchetta turchina, proprio nuova, con i bottoni dorati.
PIERINO si crede perduto e scoppia in pianto. Dei buoni passeri odono i suoi singhiozzi e volano ad aiutarlo. . . “ Coraggio coniglino, levati la giacchetta! Presto, presto! Sbrigati! Ecco che arriva Don Gregorio. ”
DON GREGORIO sopraggiunge con uno staccio, per lanciarlo sopra il coniglino. Pierino si agita e storce tanto che riesce a liberarsi in tempo, lasciando però la giacchetta tuttora afferrata nella rete.
EGLI corre verso un casotto nel quale Don Gregorio conservava gli attrezzi pel giardinaggio, scorge un annaffiatoio e vi salta dentro. Era un buon nascondiglio, ma disgraziatamente conteneva dell’acqua.
DON GREGORIO aveva visto Pierino entrare nel casotto e pensò: “ Si sarà nascosto sotto un vaso di fiori. ” Così solleva ogni vaso, sperando trovarvi il coniglino. Ad un tratto Pierino starnutò perché l’acqua nell’annaffiatoio era molto fredda. “ Guarda un po’ ” disse Don Gregorio “ un annaffiatoio che starnuta.” E si slanciò da quel lato.
UN corpicino bruno ed inzuppato passò sotto il naso di Don Gregorio e saltò dalla finestra, rovesciando tre vasi di fiori. Don Gregorio vuole inseguirlo, ma la finestra è tanto piccola che solo il suo stivale può passarvi. Stanco infine e deluso decide di tornare a piantare i suoi cavoli.
PIERINO siede per riposarsi. E’ senza fiato, inzuppato e tremante. Il peggio è che non sa da quale parte volgersi per ritrovare il cancelletto. Gira di qua e gira di là, pian pianino, guardando intorno.
VI è una porta nel muro di cinta, ma è chiusa a chiave. Non è possibile per un coniglino rimpinzato di legumi passarvi sotto.Arriva nel frattempo un vecchio topo. “ Scusate, signor topo, sapete dirmi dove si trova il cancelletto del giardino? ” Ma il topo ha un grosso pisello in bocca e non potendo parlare scuote solo la testa. Pierino ricomincia a piangere.
e giunge ad una vasca, ove Don Gregorio riempie i suoi annaffiatoi. Un gatto bianco seduto sull’orlo guarda i pesciolini rossi, e la sua coda si muove come un bilanciere. Il gatto non si è accorto di Pierino ed egli pensa: “ Il meglio da fare è di andarmene; mio cugino Giannetto mi ha parlato molto male dei gatti. ”